Lo  Yoga si pratica nella studio di Orora con Irene Ciravegna in gruppi molto piccoli dal mese di  Settembre a Luglio.

Si tengono incontri di yoga alle otto del mattino tutti i giorni e il lunedì pomeriggio alle 17,30 e , il mercoledì alle 17,30 e alle 19,30.. La durata media è di un’ora e un quarto. Si alternano sessioni di hata yogayoga posturale,  yoga kundalini .

l’hata yoga 

o yoga dello sforzo .

In Occidente quando parliamo di yoga intendiamo l’Hata Yoga ed una serie di posizione corporee che favoriscono l’agilità delle membra e la salute del corpo: in realtà la dimensione originale dello Hata Yoga permette di andare molto più lontano rispetto a questi risultati già importanti .

Lo yoga è  infatti una disciplina antichissima che vanta almeno trenta secoli e forse e affonda le sue radici nel mito. Sarebbe stato Shiva stesso a insegnarlo alla sua compagna Parvati, mentre un pesce incuriosito si avvicinava alla riva  per ascoltare. Shiva lo avrebbe premiato della sua curiosità trasformandolo nel saggio Matsyendra.   Questa connssione con il miracolo e con il divino  ci fa comprendere copme si tratti di  un vero e proprio percorso di elevazione spirituale : lo conferma la prima testimonianaza scritta riguardo a quello che possiamo chiamare lo Yoga classico o raja  yoga, costituita da un piccolo libro scritto da  Patanjali  gli Yoga Sutra.

 Non sappiamo nulla di preciso sulla vita dell’autore   anche la data è incerta ( dal I av. Cr. al IV dopo) ma grazie a Patanjali lo Yoga, si è trasformato in “sistema filosofico”. L’opera è divisa in quattro capitoli (pada, letteralmente “piede”). Il primo, samadhi pada, dichiara il fine ultimo dello yoda : il samadhi. Il  secondo, sadhana pada, indica la strada per raggiungerlo. Il terzo, vibhuti pada, i poteri che lo yogin ( il praticante ) acquisisce. Il quarto, kaivalya pada, è dedicato al kaivalya, sinonimo di moksha, la liberazione, affrancamento dai guna e pura fusione con l’Assoluto. Gli otto passi ( membra ) dello yoga di Patanjali sono suddivisi in:

  1. Yama,  autocontrollo e direzione
  2. Niyama, osservanza costante
  3. Asana, postura
  4. Pranayama, respiro
  5. Pratyahara, astrazione o assorbimento
  6. Dharana, concentrazione
  7. Dhyana, meditazione ,
  8. Samadhi, illuminazione

Lo yoga di Patanjali ( Raja yoga) è una codificazione classica, non è una pratica. Dice qual è lo spirito con cui bisogna agire, non dà nessuna indicazione pratica.Ci dice come vivere interiormente non dice cosa fare.

E’ l’hata yoga che offre una via.  Lo  Haṭhayoga Pradīpikā è  uno dei principali testi dello Haṭha Yoga, ed è considerato il più antico testo di questa branca dello Yoga. E’  opera di Svātmārāma, discepolo di Gorakhnāth (XV sec.). La tradizione narra che preso dalla compassione Svātmārāma ci abbia offerto  la  lampada dello hata yoga per applicare i principi del raja  yoga. L’hata yoga ha come riferimento il tantra ma non disconosce lo yoga di Patanjali , perché segue il percorso yama-niyama. Qui si trova la frase: “Non c’è asana , senza pranayama e dharana; non c’è dharana senza asana e pranayama.”

Nel Gheranda Samitha,  un altro dei testi canonici su cui si fonda lo Hata Yoga, sono mostrati i sette element principali che lo costituiscono :

  • le purificazioni psicofisiche( o shat-karman)
  • le posizioni del corpo o asana
  • la perfezione dei gesti e nella posizione delle membra ( mudra)
  • l’assorbimento della percezione corporea( o pratayara)
  • il controllo dei frlussi di prana ( pranayama)
  • la meditazione ( o dhyana)
  • l’estasi o samadhi

Ora molti di questi elementi devono essere effettuati nell’arco della stessa seduta ( così un praticante dovrebbe effettuare sempre gli elementi dal due al sei o almeno dal due al cinque e molti di questi all’interno di ogni posizione). Ogni asana infatti costituisce un insieme di forme corporee, stiramenti muscolari e tendinei, respirazioni, consapevolezza  e simboli archetipici , ognuno dei quali è fonte di immensi benefici per il praticante che può ritrovarsi più a suo agio e più radicato nel proprio corpo .

Lo yoga posturale

Lo yoga posturale può considerarsi una buona introduzione a questa antica disciplina. Attraverso  esercizi apparentemente semplici si lavora nella direzione di una comprensione autentica di che cosa significa  la parola yoga, tradotta abitualmente con il termine unione. In sintesi  questi esercizi permettono di riconoscere le varie  catene posturali,  sequenze di muscoli grazie ai quali possiamo stare  in piedi,  contattare la nostra interiorità e andare verso il mondo. Dunque le catene posturali sono  muscoli in sinergia che vengono attivati per vivere e per esprimere il proprio atteggiamento fisico e psicologico;  quindi anche per  eseguire le varie posizioni proprie dello hata yoga, lo yoga della forza fisica.

Lo scopo  non è quello di arrivare a grandi performances, ma di sentirsi a proprio agio nel corpo . Perché questo accada bisogna  attivare la mente: se non c’è la mente, cioè attenzione, non c’è yoga.

Yoga è l’attivazione della mente in quanto è la mente a veicolare il prana, cioè l’energia, la vitalità nel nostro corpo.  E’ importante attivare il prana per rendere vivo il corpo, perché vi sia yoga.
La posizione è asana se ci porto la mente e attivo il prana.

Ecco perché lo yoga si differenzia molto dalla ginnastica: mentre in palestra generalmente si utilizza il corpo come qualcosa di esterno e  la mente è distratta dai pensieri,  dalla musica, ecc. ,  nello yoga posturale si  cerca l’armonia della  relazione tra mente e corpo .

Lo yoga kundalini

Lo yoga Kundlaini rappresenta il culmine dello hata yoga. Nello hata yoga la forma è costituita dagli Asana , Pranayama, Mudra, Bhanda, Krya e Mantra che nello yoga Kundalini vengono praticati in sequenze predisposte alla realizzazione della Meditazione Kundalini, volta a gestire la potenza cosmica più forte ed elevata di quella pranica.

 Kundalini, il serpente che si eleva, è il simbolo della mente che giunge fino al trascendente, passando attraverso i chakra (ruote) , rappresentazioni simboliche di energie che riflettono stati di coscienza sempre più elevati .